18 giugno 2007

[PERTURBAZIONI] How happy is the blameless vestal's lot!

H fissava inebetito i riflessi sullo schermo del televisore.
Vide una felpa arancione.
Se ne innamorò all'istante, o forse lo incuriosì, o forse si accorse che le due cose spesso combaciono.
Ricordo di un ricordo che ora ricorda. Fine dell'inizio. Inizio della fine.
Così si muoveva il tempo in quel momento. In quel fotogramma.
"How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!"
La visione del film lo rapì totalmente e lo commosse. Lo commuove sempre.
Lo commuove sempre il ricordo. Il ricordo del ricordo che ora ricorda.
2 figure sulla neve.
2 figure sulla neve.
2 Figure sulla neve.
Schremo Bianco.
Schermo Nero.
Sullo sfondo una canzone che ricorda come tutti abbiano qualcosa da imparare talvolta.
La pubblicità la interruppe bruscamente.
H, scosso, spense il televisore e accese la luce.
Si diresse voglioso di rivalsa ad ascoltare interamente la canzone.
Non ne fu pienamente soddisfatto. Non gli parve di goderne come nel ricordo del ricordo che ora ricorda.
Fine dell'inizio. Inizio della fine. Osservando lo schermo oscuro del televisore capì.
Capì la valenza dello schermo nero come spartito quando le immagini appena assorbite si sovrappongo e soffocano nell'oscurità ogni sbalzo emotivo.
E l'unico respiro è la canzone stessa. Shibalba.
In quel momento H sentì svanire l'emozione di quel ricordo di un ricordo che ora ricorda. Ridestandosi dai suoi pensieri si rammaricò di essere troppo enfatico e di abusare del termine "ricordo". "La prossima volta me ne ricorderò. A Montauk." sospirò ghignando.
Si voltò verso un pacchetto nell'angolo della stanza.
Uno di quelli destinati ad una persona speciale non ancora incontrata.
Conteneva una felpa arancione.

30 maggio 2007

[PERTURBAZIONI] Cambiamenti

H giaceva indisfatto osservando il suo angolo preferito di soffitto.

PROFEZIA.

7. Perturbazione - Senza una Scusa 5:24
(NdH: 7, Introspezione; 5, Culmine Personale; 2, Desiderio del Cuore Personale; 4, Destino Personale)

Tornando a casa
senza una scusa
per aver fatto tardi
anche per questa notte
Tornando a casa
con i vestiti appesi
alle mie larghe spalle
mi sembra di affondare
Tornando a casa
senza una scusa
Il passo barcollante
di chi ha bevuto troppo
di chi ha mangiato in fretta
di chi ha sorriso a tutti
di chi si è addormentato
davanti alla TV
Dormirò senza una scusa
per aver passato un altro giorno in più
parcheggiato in questa casa
Mi alzerò senza una scusa
per aver dormito un’altra notte in più
Tornando a casa
senza una scusa
un faro nella notte


CAMBIAMENTI.

9. Perturbazione - Il Senso della Vite 3:21
(NdH: 9, Completezza; 3, Relazione; 2, Polarità; 1, Individualità)

Il senso della vite
nasconde un gran mistero
Prendiamo tre
(NdH Relazione) minuti
per veder se c’è del vero
Si avvita in senso orario
si sviterà al contrario
(NdH Polarità)
io svito e lei si stringe
Arcano enigma della sfinge
Sarà che son negato
al lavoro manuale
Lo zen e l’arte di chiamare presto un falegname
Col senso della vite vai incontro a frustrazioni
Non trovi il verso giusto
E’ come scrivere canzoni
Provaci tu
Io vado a riposare
Provaci tu
Non ho tempo da buttare
Il senso della vite è un finto singolare
(NdH Individualità)
Potresti non trovarlo mai ma seguiti a girare
Lasciate ogni speranza voi che girate
Un giorno o l’altro io la prendo a martellate
Dopo tanta fatica son prossimo allo zero
(NDH Sfida Personale)
lascio a voi che ci riuscite il senso della vite
Dopo tanti tentativi sono prossimo allo zero


CAMBIAMENTI.

26 gennaio 2007

[PAROLE] Ninfa

Lemma: Ninfa
Sillabazione/Fonetica: [nìn-fa]
Etimologia: Dal Latino nympha(m), dal Greco nymphì, "sposa, fidanzata"
Definizione: Sostantivo Femminile
1 - Nella mitologia greca e romana, ciascuna delle dee minori che popolano i boschi, i monti e le acque.
2 - (Estenzione Letterale) giovane donna molto bella e leggiadra. Con valore antifrastico, sgualdrina, prostituta. Diminutivo ninfetta.
3 - (Zoologia) negli insetti con metamorfosi completa, stadio di sviluppo intermedio tra la larva e l'adulto. Pupa, crisalide.
4 - (Anatomia) ciascuna delle piccole labbra della vulva.

25 gennaio 2007

[PITTURA] Hylas and the Nymphs



John William Waterhouse
Hylas and the Nymphs
1896
Olio su Tela
34 x 64 cm
Manchester City Art Galleries, Manchester

12 novembre 2006

[FILM] Babel

Due bambini marocchini e la loro famiglia, due coniugi americani e i loro due figli, una tata messicana e lo scapestrato nipote, una ragazza giapponese sordo-muta e suo padre. Questi i protagonisti della Babele di Alejandro Gonzales Inarritu, divisi dal linguaggio, ma legati dal caso e da un cammino di dolore e redenzione. Basi quasi sacrali per il nuovo film del regista messicano che dopo Amores Perros e 21 Grammi allestisce un'altra storia corale, il cui tema centrale è questa volta la difficoltà di comunicazione, non solo tra culture e lingue differenti, ma anche tra diversi approcci alla vita, sia sul piano emotivo che sociale. Le quattro vicende principali s'intrecciano senza obblighi cronologici e spaziali seguendo un flusso di sensazioni parallele: struttura indubbiamente interessante, che però rivela una certa artificiosità di fondo e sul lungo termine una discutibile tendenza ad evidenziare l'espediente narrativo piuttosto che l'armoniosità dei sentimenti, nonchè ad estremizzare la drammaticità delle situazioni con il rischio di produrre indifferenza anzichè empatia. Desensibilizzante anche la sceneggiatura, afflitta da soluzioni forzate (impossibile non trasalire per la connessione con l'episodio giapponese) o di desolante banalità (l'ubriaco al volante, la polizia irragionevole e le istituzioni contro il cittadino, benchè verosimili, sono clichè ormai abusati), che assieme alle metafore descrittive esibite più che suggerite (rappresentare Tokyo per identificare l'incomunicabilità sfiora ormai il luogo comune) sembrano concorrere a confezionare un apprezzabile prodotto globale anzichè un sincero affresco universale. Complessivamente il film comunque funziona: le due ore abbondandanti pur peccando leggermente di prolissità scorrono con discreta fluidità, gli interpreti, professionisti e non, risultano convincenti e la regia mostra picchi di eccellenza assoluta (soprattutto il prologo e l'episodio giapponese regalano virtuosisimi). Il problema è che dietro questa pregevole manifestazione di mestiere pare esserci effettivamente poco e, a meno di farsi emotivamente coinvolgere dalla durezza esaperata ed esasperante della storia (ben lontana comunque dalla genuina ferocia di Amores Perros), si avverte la sensazione di un grande talento sprecato, esattamente come accadeva per 21 Grammi. Programmatico.